
di Silvia Morosi
L’appello del Wwf a 50 anni dalla ratifica della convenzione di Ramsar: «Fiumi, laghi, paludi, torbiere e corsi d’acqua sono fondamentali per la biodiversità, la sicurezza alimentare e per mitigare la crisi climatica»
In Italia quasi il 40% degli habitat di acqua dolce e salmastra versa in uno stato di conservazione «inadeguato». A lanciare l’allarme, in occasione della Giornata mondiale delle zone umide che si celebra il 2 febbraio (e a 50 anni dalla ratifica della convenzione di Ramsar), è il Wwf, ricordando che fiumi, laghi, paludi, torbiere e corsi d’acqua sono ecosistemi fondamentali per la conservazione della biodiversità, la sicurezza alimentare e per mitigare la crisi climatica. La storia dell’associazione del Panda – che quest’anno compie 60 anni – nasce proprio dalla volontà di proteggere un’area umida minacciata, il lago di Burano in Toscana. Quella che è diventata la prima oasi creata dal Wwf, è oggi un sito Ramsar e riserva naturale dello Stato (si estende per circa 410 ettari, più altri 600 sottratti all’attività venatoria): qui si possono trovare oltre 500 specie vegetali (come ginepri, sughere, lecci, ma anche mirto, fillirea, lentisco, rosmarino…) e più di 300 specie di uccelli e mammiferi (la folaga, il




