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In ginocchio da Putin: lo stop del Qatar costringe l’Europa a riconsiderare il metano siberiano

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A 3.600 chilometri di distanza dalla guerra che ha infiammato il Medio Oriente, c’è un uomo che potrebbe guadagnare molto dalla nuova crisi energetica: Vladimir Putin. Perché l’Iran ha assestato con i suoi droni e i suoi missili un colpo durissimo all’export di gas naturale e di petrolio dal Golfo Persico. E rifornirsi dai giacimenti russi ora farebbe comodo a tanti Paesi. In particolare agli europei che già, senza troppo clamore, hanno continuato ad acquistare gas liquefatto dal grande e minaccioso vicino.

E ora, senza quello del Qatar, ci si chiede se non sia il caso di allentare le sanzioni e tornare a succhiare il metano dai gasdotti della Siberia. Alla faccia dell’Ucraina. E con grande soddisfazione del presidente della Federazione russa, che intanto ha ottenuto un allentamento dell’embargo sul petrolio dal suo amico Donald Trump. Come ha sintetizzato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, «finora c’è un solo vincitore in questa guerra in Iran: la Russia».

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