
Il nuovo strumento dell’intelligenza artificiale a consentire un risparmio di risorse tali da produrre un intero film nello spazio di uno solo studio attrezzato. Ma gli interpreti in carne e ossa sono ancora indispensabili
SEUL Hollywood in una stanza. La nuova frontiera del cinema prende piede in Corea del Sud, dove l’industria dell’intrattenimento è ormai una realtà affermata che anzi sta conquistando le platee internazionali con i lungometraggi di autori pluripremiati, sceneggiati di successo (basti pensare a «The Squid Game»), e perché no, format televisivi.
Ma cosa significa ridurre Hollywood in una stanza? È il nuovo strumento dell’intelligenza artificiale a consentire un risparmio di risorse tali da produrre un intero film nello spazio di uno solo studio attrezzato. Almeno questa è la meta che una casa di produzione sudcoreana, la Cj Enm tra i suoi successi: The Parasite – intende raggiungere a breve proprio grazie all’utilizzo dell’Ai nella realizzazione dei lungometraggi.
Intendiamoci, gli effetti speciali creati digitalmente non sono una novità nel cinema: basti pensare ad Avatar e agli interpreti umani trasformati, da sensori applicati a tute speciali, nei Navi di Pandora. «Noi – ci spiega Jeong Chang-ik, regista del primo film interamente girato con l’Ai, The Apartment (The House) – lavoriamo




