di Riccardo Luna
A trent’anni dalla rivoluzione digitale ci si chiede: il mondo è un po’ migliore? La risposta sono persone, ricercatori, aziende che contribuiscono ogni giorno a far stare bene se non tutti, almeno molti: il Corriere li porta sul palco al Museo MaXXI di Roma dall’1 al 3 dicembre
Per spiegare perché il Corriere della Sera lancia un nuovo festival dedicato all’innovazione «che fa bene a tutti» (al museo MaXXI di Roma, dal 1 al 3 dicembre), mi scuserete se la prendo da lontano ma altrimenti questa storia non si capisce e può apparire solo una scelta stramba e non la strada per entrare in un mondo nuovo. Il famoso mondo migliore.
Nel 1997 l’economista di Harvard Clayton Christensen pubblicò un libro destinato ad avere un’enorme influenza su quello che poi sarebbe accaduto nelle nostre vite. Si intitola Il dilemma dell’innovatore. Quando le nuove tecnologie fanno fallire le grandi imprese. Erano gli anni in cui il web stava entrando prepotentemente nelle nostre vite: le «nuove tecnologie» a cui si riferiva lo studio di Christensen erano esattamente quella cosa lì, la rivoluzione digitale. L’idea centrale del libro era che a volte non basta gestire bene una



