L’hotel Bayerischer Hof di Monaco, dove si terranno gli incontri da oggi a domenica (Epa) di Samuele Finetti
«Under Destruction»: il titolo del rapporto introduttivo – a rischiare la «distruzione» è l’ordine mondiale – della Conferenza sulla sicurezza di Monaco di quest’anno è piuttosto eloquente, come scrive la nostra inviata nella capitale della Baviera Mara Gergolet. L’evento prende il via oggi, fino a domenica sono previsti decine di discorsi (da Merz e Macron in giù) e vertici tra leader. L’impressione della vigilia è che sarà un’edizione meno traumatica di quella del 2025, quando il neovicepresidente degli Stati Uniti JD Vance venne a dare all’Europa una presunta lezione di democrazia.
La lettera di oggi continua tra Ucraina e Medio Oriente: mentre il Cremlino annuncia che il prossimo round negoziale si terrà a Ginevra il 17 e 18 febbraio, Trump invia un’altra portaerei verso il Golfo Persico. Poi nuove dimissioni legate allo scandalo Epstein, il voto in Bangladesh, una possibile investitura al vertice della Corea del Nord e le polemiche sulla transizione di genere dei ragazzi nel Regno Unito.
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