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Imprese, l’appello di Confindustria rilancia: «Denatalità cronica, servono lavoratori stranieri»

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di Matteo Sannicolò

Il presidente Lorenzo Delladio: «L’offerta di lavoratori presente attualmente sul territorio è poca, se non addirittura nulla»

Da un lato il monito del vescovo di Trento, don Lauro Tisi: «I migranti sono la nostra salvezza, guai se non ci fossero». Dall’altra la dura risposta dei consiglieri provinciali Claudio Cia (Forza Italia), Walter Kaswalder (Patt) e Luca Guglielmi (Lista Fassa): «Una cosa è predicare, un’altra è governare».
A prendere le distanze da questa polemica è il mondo delle imprese. Nello specifico Confindustria del Trentino. Già negli scorsi mesi, infatti, il presidente Lorenzo Delladio aveva ribadito l’importanza e il potenziale valore dei migranti per l’economia del territorio.

Denatalità e manodopera

Il fenomeno della denatalità e la difficoltà nel reperire manodopera sono fattori che non lasciano intravedere un futuro troppo roseo. E così entrano in gioco i flussi migratori. Che da un punto di vista economico, secondo Delladio, non possono che rappresentare una risorsa: «Come industria, e in generale come manifatturiero, ne abbiamo estremo bisogno. C’è poco da fare, noi li vogliamo», spiega subito il numero uno di Palazzo Stella, guardando proprio al futuro: «Ne abbiamo bisogno ora e nei prossimi anni ne avremo bisogno ancora di più.

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