di Redazione Economia
La decisione della Corte di Appello di Milano sull’attività dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto: la risposta al ricorso presentato dai comitati cittadini
Se non sarà rimosso l’amianto presente e non si ridurranno le emissioni nocive, l’attività dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto deve essere fermata entro 90 giorni. E’ quanto ha deciso la sezione specializzata in materia d’impresa della Corte d’appello di Milano, in merito a un ricorso presentato da alcuni cittadini di Taranto.
Il provvedimento è stato notificato alle società in amministrazione straordinaria Ilva, Acciaierie d’Italia e Acciaierie d’Italia holding.
La convocazione a Palazzo Chigi
Nel provvedimento firmato dalla giudice Marianna Galioto, la Corte d’appello di Milano «accoglie la richiesta di inibitoria e, per l’effetto, in parziale riforma del decreto impugnato, ordina a Ilva spa, Acciaierie d’Italia spa Acciaierie d’Italia holding spa, tutte in amministrazione straordinaria, la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento Ilva di Taranto, assegnando a queste ultime il termine di giorni novanta, decorrente dall’ultima comunicazione del provvedimento, per il completamento delle operazioni di sospensione sotto la sorveglianza dell’autorità di controllo».
Per domani mattina, intanto, a Palazzo Chigi è convocato un tavolo ex Ilva, con




