
di Donatella Tiraboschi
L’esito della pratica sulle aree pubbliche cittadine. Nel 2026 si passa da 201 a 217 mila metri quadrati
Dimenticate il prato all’inglese, un tappeto verde alto due centimetri un po’ asettico. È bello a vedersi, così ordinato, ma serve poco alla natura, agli insetti, alla biodiversità e alla fauna edafica, cioè agli animaletti che vivono nel sottosuolo. Per aiutare ed ampliare la cornice green cittadina e tutte le sue componenti che ci vivono e si nutrono, Palafrizzoni ha varato da qualche tempo lo sfalcio differenziato, una pratica che prevede tagli meno frequenti e selettivi delle aree verdi. Ci aveva pensato tre anni fa, l’ex assessore al Verde, Marzia Marchesi, che lo aveva sperimentato su 34 mila metri quadrati, che sono diventati sette volte tanto nel giro di due anni: dai 201 mila metri quadri del 2025 si passa a 216.809 metri quadrati in questo 2026, con uno sfalcio differenziato che interesserà nelle prossime settimane 65 aree complessive rispetto alle 52 del 2025 (ne sono state aggiunte sette e revisionate sei).
I risultati dell’iniziativa? Sorprendenti. Lo evidenzia lo screening realizzato in collaborazione tra il Servizio verde pubblico, il Museo civico di Scienze naturali e il




