di Federico Fubini
I distretti più produttivi del Sud sono nei settori ad alta crescita: digitale, aerospazio, farmaceutica, semiconduttori, tecnologie verdi. Anche perché dal mondo Ict molte aziende del Nord si trasferiscono in cerca di bassi costi
Questo articolo è apparso in origine nella newsletter «Whatevere it takes» del Corriere della Sera, a cura di Federico Fubini. Per iscriversi, cliccare qui.
Se l’essenza del giornalismo è l’uomo che morde il cane, allora è il momento di parlare del Mezzogiorno d’Italia. Sta battendo il Nord, per certi aspetti. Soprattutto, sta battendo il Centro del Paese. Sono successi limitati, relativi, pieni di distinguo da fare e comunque soggetti a conferme tra un anno o magari tra cinque. Ma sono successi reali, misurabili, spiegabili solo in parte con una stagione post-pandemica in cui la spesa pubblica si è indirizzata relativamente di più verso il Sud. Sta succedendo anche qualcosa di diverso e più interessante: da pochi anni si stanno formando isole di dinamismo meridionale – Napoli e dintorni, Bari e dintorni, Catania e dintorni – per certi aspetti come non se ne vedevano dagli anni ’60. Il Mezzogiorno nel complesso da anni cresce più del resto del Paese.



