
di Paolo Virtuani
Jacopo Pernechele, rianimatore arrivato dalla Valle d’Aosta: «C’erano pazienti in condizioni critiche, intubati e sedati, alcuni con ustioni molto gravi che dovevano essere subito ricoverati in ospedale»
Anche la Protezione civile italiana è stata chiamata per prestare soccorso alla tragedia di Crans-Montana. «Siamo stati attivati alle 6 di questa mattina (ieri per chi legge, ndr) dal Servizio di emergenza svizzero per il trasporto dei pazienti più critici verso gli ospedali», ha spiegato Valerio Segor, direttore della Protezione civile della Valle d’Aosta.
In orario notturno sono pochi gli elicotteri e gli equipaggi in grado di volare in ambienti montani, specie in inverno. «La nostra attivazione è stata immediata, per le vacanze natalizie abbiamo due mezzi sul territorio per il grande flusso di turisti. Un elicottero è stato subito messo a disposizione per la richiesta svizzera», ha aggiunto.
A Crans-Montana è giunto anche Jacopo Pernechele, anestesista rianimatore di turno a Capodanno al pronto soccorso di Aosta, insieme al collega Emanuele Nuzzoli. La situazione che si è presentata loro davanti era drammatica: «C’erano pazienti in condizioni critiche, intubati e sedati, alcuni con ustioni molto gravi che dovevano essere subito ricoverati in ospedale».
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