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Il segreto di un grande bartender? Avere un’identità (non seguendo i trend)

Il 24 febbraio, in tutto il mondo, si “festeggia” il World Bartender Day, una ricorrenza che ha senso solo se diventa un pretesto per fermarsi un attimo e guardare davvero cosa succede oggi dietro un bancone. Non, sia chiaro, per fare retorica da calendario, ma per capire chi sono i bartender che stanno lasciando un segno e perché lo stanno facendo. Tra questi c’è, senza dubbio, Dario Tortorella, nome ben noto a chi segue da vicino il mondo della miscelazione: riconoscimenti importanti – tra cui quello legato all’Academy di Campari – una crescita costruita passo dopo passo e, soprattutto, un banco che negli anni è diventato un punto di riferimento.

Il segreto di un grande bartender? Avere un’identità (non seguendo i trend)

L’Antiquario di Napoli, uno dei migliori bar al mondo per la 50 Best

Quel banco è quello de L’Antiquario di Napoli, cocktail bar fondato nel 2015 da Alex Frezza e ormai presenza stabile nelle rotte internazionali del bere miscelato. Il locale, riconoscibile per l’estetica da jazz club anni ‘20, per il servizio in giacca bianca e per un’impostazione che tiene insieme rigore sui classici e ricerca sui signature, è entrato anche nella classifica The World’s 50 Best Bars 2025, dove oggi occupa il 63° posto. Eppure, se c’è una parola

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