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Il «sacrificio» inevitabile di Barelli, eterno nuotatore della piscina politica

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di Roberto Gressi

L’ex atleta paga il cambio voluto dai Berlusconi, ma già punta a un altro ruolo

Quando si nuota, si sta zitti. È una regola che i pesci hanno sempre seguito, e non risulta che ce ne sia nemmeno uno che sia mai morto affogato. E Paolo nell’acqua, che sia quella di una piscina o della politica, ci sa stare eccome.

Una sfilza di record e titoli italiani, un bronzo ai mondiali, abile a farfalla, a rana, a stile libero, e, se proprio serve, pure all’indietro, a dorso. E così ieri, quando ha pronunciato il suo discorso a Montecitorio come capogruppo di Forza Italia, chi si aspettava che ne approfittasse per togliersi qualche sassolino, è rimasto deluso. Sostegno granitico al governo e a Giorgia Meloni nel nome di Forza Italia, e, soprattutto, sguardo al futuro: «Bisogna affrontare l’emergenza energetica — ha detto — pensare al nucleare come una delle principali alternative alle fonti fossili, e poi c’è da sostenere il sistema produttivo».

Insomma, i rospi è meglio ingoiarli da girini. Va bene che stanno per farlo fuori da capogruppo, ma lui già pensa al prossimo incarico, che per l’appunto potrebbe essere quello di

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