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Il ritorno di Ranucci: «Non solo Lavitola mi ha proposto di candidarmi, il padre di Vannacci mi stima»

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Il conduttore di Report accolto dagli applausi a Lavareno (Trento): «La Rai vuole sostituirmi? Può fare quello che vuole. Report sta alla Rai come il Giubileo al papa»

Nino Luca, inviato a Lavareno (Tn) / CorriereTv

«Sto subendo un attacco vergognoso». Sigfrido Ranucci si sfoga alla sua prima uscita, a Lavarone (Trento), dopo la confessione di Lavitola. Al centro Congressi ci sono un migliaio di persone ad accoglierlo tra gli applausi. «Sto bene quando sono tra la mia gente, ma dell’inchiesta non parlo per rispetto dei giudici». E allora gli ricordiamo che la Rai sta pensando di sostituirlo. «L’azienda può fare quello che vuole, è l’azienda». 
Altra nota dolente l’iniziativa della presidente della commissione antimafia che vuole ridurgli la scorta. «Non può farlo!», chiosa Ranucci. Poi sul palco, dopo aver ricevuto in dono un cesto di formaggi locali, prima di parlare del suo libro ospite di “Incontri d’autore”, parla della pubblicazione degli stipendi della squadra di Report da parte de Il Tempo. «Una pubblicazione vergognosa, quelli pubblicati non sono stipendi ma spese. Dentro quelle cifre ci sono le trasferte all’estero, il montaggio, la grafica. Vergognoso che da dentro la Rai sia stato “passato” questo documento. Report è una delle trasmissioni

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