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Il rientro di Artemis II e gli 8 minuti di fuoco

Sono partiti il 2 aprile dalla Florida su una colonna di fuoco bianco. Hanno sorvolato la faccia nascosta della Luna, battuto il record di distanza dalla Terra stabilito dall’Apollo 13 nel 1970, raggiungendo i 406.771 chilometri dal nostro pianeta. Hanno guardato la Terra sorgere da dietro il satellite come nessun essere umano faceva da oltre mezzo secolo.

Ora, Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, i quattro astronauti della missione Artemis II, si preparano ad affrontare quella che, tecnicamente, è la fase più pericolosa dell’intera avventura: tornare a casa. L’ammaraggio è previsto per le 02:07 italiane di sabato 11 aprile, nell’Oceano Pacifico al largo di San Diego, in California.

Ma prima di toccare l’acqua, la capsula Orion, battezzata Integrity dall’equipaggio, dovrà attraversare un inferno di plasma, superare temperature che farebbero fondere la maggior parte dei metalli conosciuti e dimostrare che uno scudo termico già crepato una volta sia pronto a fare il suo dovere quando ci sono vite umane in gioco.

La fisica brutale del rientro di Artemis II

Immaginate di lanciare un oggetto di otto tonnellate contro un muro d’aria. A 40.000 chilometri orari, quasi 11 km/s: la capsula trasformerà l’aria circostante in

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