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Il «rebus» dell’Anac. La Lega a caccia di un nome sicuro

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di Adriana Logroscino, Marco Cremonesi

Oggi la possibile scelta del Cdm. L’ipotesi di un tecnico

«Si decide, si decide», assicurano dalla maggioranza a proposito dell’indicazione del presidente dell’Anac. Tanto che oggi, prima del Consiglio dei ministri, potrebbe esserci una pre riunione che i tecnici dedicherebbero a vagliare la rosa di nomi. Ma, nonostante le intenzioni, non è certo che l’orizzonte si rischiari entro la giornata. Anzi.

I nomi della Lega per il ruolo, inizialmente trapelati, si mettono in discussione e tramontano prima di arrivare sul tavolo. Sarebbe uscito di scena Francesco Urraro, ex senatore (eletto con il M5S, poi passato alla Lega) sgradito proprio all’interno del Carroccio. Tra le varie ipotesi circolate, in piedi, per il momento, resterebbero solo i nomi dei capi di gabinetto al ministero di Salvini, Paolo Grasso e Alfredo Storto: nessuna eccezione prevedibile su di loro, ma l’indicazione costringerebbe a un avvicendamento a fine legislatura al vertice del Mit che la rende poco probabile.
Così, tra le ipotesi che vorticosamente circolano prima di una nomina, ne salta fuori una clamorosa: che la Lega, se il rebus fosse di impossibile soluzione, rinunci all’Autorità anticorruzione in favore di FdI e si tenga il «credito» per il

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