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Il procuratore Antonello Gustapane è per il Sì al referendum sulla giustizia: «Il sorteggio è la strada per bloccare le correnti. Il pm resterà autonomo»

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di Andreina Baccaro

Ora a Varese, ma a lungo sostituto procuratore a Bologna, è tra i magistrati a favore della riforma: «Voto convintamente Sì per quattro motivi»

Antonello Gustapane, procuratore di Varese, a lungo sostituto procuratore a Bologna, è tra i magistrati che voteranno Sì alla riforma costituzionale Meloni-Nordio. Perché?
«Come procuratore, dopo 40 anni di anzianità di servizio, voto convintamente Sì per quattro motivi. Il primo è che la riforma porta a compimento il processo di costituzionalizzazione del processo accusatorio avviato nel ’99, che stabilisce che pm e giudice svolgono funzioni nettamente diverse. Il pm è titolare dell’azione penale, che esercita nei casi tassativamente previsti come reato dalla legge entrata in vigore prima del fatto commesso e nei modi previsti dal giusto processo. Il giudice deve valutare la fondatezza dell’accusa mossa dal pm, controllare che gli elementi di prova siano stati raccolti nel rispetto della legge. È evidente che il giudice, per essere davvero terzo e imparziale, deve essere del tutto distinto dal pm, devono avere organi di governo amministrativo distinti perché ogni comunanza delle carriere non può che comportare un’interferenza reciproca, ad esempio nel consiglio giudiziario dove un pm potrebbe valutare un giudice, o nel Csm.

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