
di Francesco Rosano
Il presidente dell’Emilia-Romagna: sicurezza, il mio partito faccia 3-4 proposte concrete
BOLOGNA Presidente Michele de Pascale, la sua proposta di un patto con il governo sulla sicurezza che non esclude l’apertura di un Cpr in Emilia-Romagna è stata un piccolo terremoto nel Pd. È arrivato anche lo stop del Nazareno: «Non riteniamo necessaria la costruzione di nuovi Cpr». È deluso dal suo partito?
«Assolutamente no, conosco bene la posizione del Pd, che parte da un giudizio molto severo e negativo sul funzionamento attuale di questi centri. Il ruolo del Pd è quello di costruire una proposta politica nazionale alternativa a quella attuale, che sia capace di coniugare tutela dei diritti umani e sicurezza. Sui Cpr non do un giudizio diverso dal Pd, né sul piano umanitario, né sul loro funzionamento. Detto questo, se l’alternativa oggi è che le persone socialmente pericolose rimangano per strada, per me è inaccettabile».
Il Pd ha indicato un’alternativa ai Cpr?
«Nei programmi elettorali del centrosinistra che si sono alternati negli anni a livello nazionale si è sempre parlato di una revisione di questo sistema, ma possiamo dire che una proposta chiara e netta a oggi non c’è, né da parte della




