
di Paolo Grassi
La candidatura di Vincenzo De Luca a sindaco di Salerno e la corsa alla leadership della minoranza in Regione: contraddizioni da una parte e dall’altra
La politica, si sa, vive «anche» di contraddizioni. Dalle nostre parti, però, quell’«anche» deve essere sostituito spesso, molto spesso, con un altro avverbio: «soprattutto».
Basti pensare, per esempio, al caso Salerno. L’ex presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che con la lista A Testa Alta fa parte della maggioranza che sostiene Roberto Fico, suo successore a Palazzo Santa Lucia, ha deciso — legittimamente, ci mancherebbe — di (ri)candidarsi alla guida della seconda città della Campania, peraltro con ampi margini di successo. «Potevo scegliere di puntare al Consiglio regionale o contrattarmi una strada per il Parlamento», ha spiegato l’altro ieri senza girarci attorno e con la proverbiale franchezza che lo contraddistingue. «Ma siccome non ho bisogno di medaglie, ho pensato di tornare a lavorare nella mia Salerno per rilanciarla e creare una nuova primavera».
Benissimo, saranno gli elettori a decidere se dargli nuovamente le chiavi della città. Il problema è un altro: con quale coalizione scenderà in campo di qui a poco? La logica vorrebbe quella del campo progressista (più o




