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Il panda, una specie simbolo (anche della diplomazia), non più a rischio estinzione. Ma resta ancora molto da fare

di Silvia Morosi

Il 16 marzo si celebra la Giornata mondiale del panda: la specie inserita inizialmente nella lista rossa dell’Iucn come «in pericolo», oggi è classificata come «vulnerabile»

Anche se dal 4 settembre 2016 l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura lo ha classificato come «vulnerabile» e  non più a rischio estinzione, il panda deve affrontare ancora numerosi pericoli per sopravvivere: il suo habitat, ad esempio, continua a restringersi a causa della distruzione delle foreste che rendono sempre più difficile trovare germogli di bambù per nutrirsi (fino a 40 chilogrammi al giorno). Spingendo questi animali a spostarsi di continuo, esponendoli al bracconaggio e ai problemi legati alle infrastrutture costruite dall’uomo.  I panda sono una delle otto specie di Ursidi ancora in vita e il solo rappresentante della famiglia Ailuropodini. La specie loro più vicina dal punto di vista genetico è quella dell’Orso degli Occhiali del Sud America.

I panda giganti (Ailuropoda melanoleuca), simbolo universale delle specie a rischio estinzione, vengono ricordati in occasione della Giornata mondiale del 16 marzo: grazie a oltre sessant’anni di progetti di conservazione condotti dal Wwf, dalle ong cinesi e dai governi locali, la popolazione di panda gigante è passata da circa 1.100 individui negli anni Ottanta

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