
di Giuseppe Sarcina
Le nuove rivelazioni sul viaggio del capo della Cia John Ratcliffe: il colloquio con Aleksandr Bortnikov e i dubbi sui report di intelligence che arrivano sul tavolo dello «Zar»
«Ma Putin conosce davvero la cupa situazione sul campo?».
A un certo punto il direttore della Cia, John Ratcliffe, avrebbe fatto questa domanda al suo interlocutore, Aleksandr Bortnikov, capo dell’Fsb, i servizi segreti russi.
Lo rivela il New York Times, tornando sulla missione lampo dell’altro ieri a Mosca di Ratcliffe. Da tempo gli analisti del governo americano, e non solo, si chiedono se il numero uno del Cremlino sia al corrente delle difficoltà che l’esercito russo sta incontrando sulla linea del fronte in Ucraina. Dall’inizio della guerra, Cia e Fsb hanno di fatto mantenuto aperto il canale di comunicazione diretto, senza sovrapporsi ai due inviati, Steve Witkoff e Jared Kushner, cui spetta il compito di negoziare con il Cremlino.
Tuttavia, finora, non si sono registrati progressi su alcun fronte. Ratcliffe si sarebbe limitato a sottolineare l’interesse dei russi a chiudere il conflitto, prima che il quadro militare ed economico peggiori ulteriormente. Non avrebbe accennato a possibili reazioni da parte degli Stati Uniti. Un




