di Alberto Mingardi
«Gli europei dovrebbero spendere di più in ricerca e sviluppo per usi produttivi, non distruttivi»
«Non abbiamo ancora visto niente, e il meglio deve ancora venire». A Stoccolma, nella sua lezione Nobel, Joel Mokyr ha voluto lanciare un messaggio controcorrente. Per lo storico dell’economia della Northwestern University, mettendo le cose nella giusta prospettiva ci accorgiamo di vivere in tempi straordinari. In positivo. E il Nobel lo ha ribadito in occasione dell’evento «The Frame», il format ideato da KPMG insieme a L’Economia del Corriere della Sera, andato «in scena» il 27 gennaio sul palcoscenico del Teatro Franco Parenti di Milano. «Faccio solo due esempi. Primo, il Covid. Sarebbe stato meglio non passare per una pandemia, ma quando arrivò la Spagnola la scienza non aveva la minima idea di che cosa si trattasse. Col Covid-19, non solo abbiamo capito che si trattava di un virus nel giro di pochi giorni ma abbiamo avuto la sequenza genetica nel giro di sei settimane e un vaccino in un anno. Diciamocelo, quale società è mai stata in grado di venir e alle prese con una pandemia a quella velocità?»
E il secondo esempio?
«Sono giunto alla conclusione che riusciremo a




