di Samuele Finetti
Si erano dati appuntamento per fine marzo, a Pechino, Donald Trump – presidente degli Stati Uniti e dunque leader del «mondo libero» – e Xi Jinping – nuovo timoniere della Cina e grande alfiere di un «sistema globale» alternativo – ma il tanto atteso summit è saltato e nessuno ha idea di quando si terrà (i due si sono incontrati l’ultima volta in Corea del Sud, lo scorso ottobre, nella foto sopra la stretta di mano a Busan). Trump e Xi sono i volti di un fenomeno globale che dovrebbe preoccuparci: l’arretramento delle democrazie e il rafforzamento di una rete di autocrazie e sovranismi, pronti ad accantonare ideologie e religione pur di favorire i propri interessi.
Del secondo schieramento fa parte pure l’Iran, il cui regime questa mattina ha perduto un’altra pedina: Ismail Khatib, ministro dell’Intelligence, è stato ucciso da un raid israeliano. Continuiamo dunque, nel 19esimo giorno di guerra, con un ricco comparto bellico. Poi cartoline sparse: Danimarca, Nepal, Regno Unito. E il premio americano per papa Leone XIV.
Buona lettura.
La
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