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Il mutuo non si cerca più in banca: ora si chiede a ChatGPT (e la nuova partita, per il credito, è rispondere lì)

di Redazione Economia

MutuiOnline.it porta la comparazione dei mutui su ChatGPT, dunque con un software conversazionale. Ma la notizia vera è un’altra: nel retail bancario il primo sportello si sta spostando dentro l’intelligenza artificiale

Per anni il mutuo è stato il regno dei moduli da compilare, delle simulazioni online e delle telefonate con il consulente. Ora il primo passo potrebbe non essere più una filiale, né un comparatore tradizionale, ma una conversazione con l’intelligenza artificiale. È su questo terreno che si muove MutuiOnline.it, che annuncia il lancio della propria app su ChatGPT e rivendica un primato: portare la comparazione dei mutui direttamente dentro un’interfaccia conversazionale. Tradotto: l’utente non entra più da una homepage o da un form, ma da una chat. E per il mondo bancario retail il segnale è difficile da ignorare. Perché il punto non è soltanto tecnologico. È commerciale, distributivo e perfino culturale. Se fino a ieri la partita si giocava su motori di ricerca, advertising e funnel digitali, oggi il rischio per banche, reti e intermediari è che il “primo contatto” con il cliente si sposti altrove: dentro piattaforme AI che filtrano, sintetizzano, orientano e, sempre più spesso, influenzano le decisioni.

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