
di Fabrizio Caccia
Il ministro al Colosseo dopo l’incidente che ha causato la morte dell’operaio 22enne: «Mi ha colpito vedere anche i turisti commossi»
«Ero lì, in piedi vicino a loro, due genitori annientati che cercavano solo l’anima del figlio…». La notte del Colosseo è appena trascorsa e il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, l’ha vissuta tutta accanto al corpo di Andrea Moretti, «volevo vegliarlo, era giusto così», mentre i droni dei carabinieri, in volo tra il secondo e il terzo anello dell’anfiteatro Flavio, filmavano già ciò che servirà alle indagini. Ma quel ronzìo di motore era solo una voce di fondo, ingoiata da un silenzio enorme: «Sono arrivato intorno all’una di notte, la notizia mi aveva raggiunto a casa, ormai quasi a letto, con un messaggio del mio capo di gabinetto, così ho chiamato subito la scorta e siamo partiti», è il racconto di Giuli qualche ora dopo, al Collegio Romano, dove per tutto il giorno poi è rimasto in riunione con i suoi più stretti collaboratori.
Quando il ministro è arrivato al Colosseo, ha visto un giovane seduto su una panchina che piangeva disperato, aveva la testa tra le mani. Era il cognato di Andrea,



