
di Stefano Montefiori
Il francese Benjamin Haddad: non disperdiamo lo spirito di resistenza di Davos
DAL NOASTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – Signor ministro Benjamin Haddad (Affari europei), la visione della Francia è chiara, a cominciare dal riproporre gli eurobond. Ma il presidente Emmanuel Macron non rischia di restare isolato?
«Credo che oggi ci sia un risveglio degli europei. Quando qualche anno fa, ad esempio nel 2017 nel discorso della Sorbona, parlavamo di proteggerci, di investire nella difesa europea, di indebitarci insieme per poter investire anche nella tecnologia, nell’intelligenza artificiale, nel quantistico, eravamo molto soli. Oggi esiste un senso di urgenza condiviso dagli europei, rafforzato anche dai rapporti Draghi e Letta. Ma le cose non procedono abbastanza rapidamente. Siamo sotto pressione da parte dell’America, della Cina e della guerra di aggressione della Russia. Spetta a noi accelerare e prendere decisioni storiche all’altezza del momento».
Qual è il peso del vertice informale di giovedì in Belgio? È lì che si giocherà il futuro dell’Europa, al di là del tema della competitività?
«La posta in gioco è definire un’agenda economica potente per il prossimo anno. Se si guarda all’attuazione del rapporto Draghi, resta ancora molto da fare e, a un anno di distanza, il




