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Il magnate Strnad offre 30 miliardi per Delfin, cassaforte di Luxottica: chi è il 34enne ceco che ha fatto fortuna con le armi

di Giuliana Ferraino

L’offerta del miliardario ceco giudicata «irricevibile» dagli azionisti di Delfin. «No comment» della holding. Leonardo Maria Del Vecchio: «Il lavoro di mio padre è patrimonio italiano». Il ruolo di Cacchi Pessani, avvocato di Luxottica per la fusione con Essilor e legale di Delfin sul dossier Mediobanca

Trenta miliardi per comprare Delfin, ma gli otto eredi di Leonardo Del Vecchio non vendono. La proposta del miliardario ceco Michal Strnad, azionista di controllo del gruppo della difesa Czechoslovak Group (CSG), anticipata dal quotidiano Domani, ha trovato una famiglia che almeno su questo punto pare d’accordo. Nessuna assemblea, nessuna delibera comune: i soci hanno espresso separatamente la loro contrarietà. Considerano l’offerta irricevibile. A cominciare dal prezzo: Strnad vuole il controllo della holding e propone uno sconto del 30% sul valore del patrimonio.

La lettera, datata 20 ottobre e valida per trenta giorni, è arrivata all’amministratore delegato di Delfin, Romolo Bardin, che l’ha inoltrata a ciascuno degli azionisti. A presentarla è stato Stefano Cacchi Pessani. Un nome conosciuto in casa Del Vecchio: l’avvocato, oggi partner e deputy managing partner di PedersoliGattai, quando era in BonelliErede lavorò con Sergio Erede all’unione tra Luxottica ed Essilor, annunciata nel 2017.

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