
di Chiara Currò Dossi
Il giudice del lavoro ha stabilito che il comportamento di Sasa in seguito all’accordo del 27 novembre sia stato «antisindacale», accogliendo le istanze di Filt-Cgil, Ugl e Or.s.a., e condannando l’azienda a rifondere le spese di lite
Il fatto che Sasa abbia diffuso l’accordo aziendale sottoscritto il 27 novembre con l’indicazione della firma della Rsu, la Rappresentanza sindacale unitaria (quando in realtà il firmatario lo aveva fatto in qualità di delegato Uilt, e non di Rsu «come organismo collettivo»), e che lo abbia fatto come se avesse efficacia «erga omnes», contattando direttamente i lavoratori «con una comunicazione carente», inviando loro un modulo da compilare nel caso in cui avessero voluto rinunciare a vedersi applicare i contenuti dell’accordo, è «antisindacale». Lo ha stabilito il giudice del lavoro del tribunale di Bolzano, Werner Mussner, accogliendo le istanze di Filt-Cgil, Ugl e Or.s.a. (di Usb ha riconosciuto la «mancata legittimazione attiva» a intentare la causa), e condannando l’azienda a rifondere le spese di lite (6.637 euro). Il giudice ha inoltre ordinato all’azienda di ritirare i moduli e/o di comunicare ai lavoratori il «corretto effetto» dell’accordo, spiegando chi l’abbia effettivamente firmato e che la sua validità è




