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Il discorso di Castelletti è una implicita candidatura a Loggia 2028

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Il messaggio alla città è che la sua squadra è all’altezza delle aspettative e che la giunta, nonostante qualche dibattito acceso («sempre meglio del pensiero unico») va avanti compatta

L’incontro tra la sindaca e la città tenutosi sabato 28 febbraio al teatro Borsoni è molto più di un bilancio di metà mandato. È la dichiarazione implicita che lei, la sua giunta e i suoi dirigenti (per i quali spende belle parole, compresa la capace responsabile della comunicazione Rossella Prestini) hanno amministrato bene la città e sanno portare avanti con ottimismo della volontà il lavoro iniziato 13 anni fa da Del Bono (che non è in sala). 
Fa niente se nel colorato cocktail di slide e offerto a consiglieri e dirigenti delle partecipate (tra cui l’ad di A2A Renato Mazzoncini e Franco Dusina di Centrale del Latte) c’è mezzo cucchiaino di autocelebrazione. Castelletti spiega cosa intende fare da qui al 2028: rigenerazione del piazzale della Stazione, di via San Faustino, l’avvio del Musil con a fianco la cittadella dell’Innovazione, lo sprint sul Piano casa, il prosieguo delle bonifiche e del potenziamento dei servizi sociali. Un mix di ingredienti che connotano un menu politico di centrosinistra nonostante qualche momento di confronto «anche molto

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