Il digiuno intermittente non è più efficace rispetto alle diete tradizionali nel far perdere peso, e la riduzione che consente di ottenere è appena più significativa rispetto a quella che si raggiunge senza fare nulla. Una revisione di 22 studi su questo regime alimentare, spesso al centro dell’attenzione mediatica, conclude che la sua fama come soluzione miracolosa per dimagrire non è poi così giustificata, e che rispetto ad altre diete non garantisce particolari differenze nella qualità di vita percepita.
Lo studio, coordinato da Luis Garegnani, direttore dell’Ospedale universitario italiano di Buenos Aires, è stato pubblicato nel Cochrane Database of Systematic reviews.
Digiuno intermittente: che cos’è e come funziona
Il digiuno intermittente prevede l’astensione dal cibo declinata in vari modi: per esempio, è possibile concentrare i pasti in un periodo di tempo limitato (uno degli schemi prevede di mangiare in 8 ore, digiunando per le 16 successive), o praticare una restrizione calorica per due giorni a settimana, mangiando normalmente negli altri cinque, o ancora, alternare giorni in cui si mangia normalmente a giorni in cui si digiuna o si limitano fortemente le calorie.
I fautori del digiuno intermittente esaltano i benefici di questo strumento per




