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Il decalogo anti-Parkinson per la giornata mondiale contro la malattia

I 5 segnali premonitori da segnalare al medico e i 5 comportamenti virtuosi per prevenire una condizione che non deve essere più chioamata «morbo»

«Il giorno prima della prossima giornata mondiale del Parkinson dell’11 aprile, con l’aiuto di Giovanni Vanacore, dell’Istituto Superiore di Sanità siamo riusciti a riunire presso il principale ente italiano di ricerca per la salute pubblica chi fa le leggi, chi fa ricerca, chi cura e chi vive ogni giorno con questa malattia –dice Giangi Milesi, Presidente della Confederazione Parkinson Italia che riunisce una trentina di associazioni di volontariato regionali, provinciali e cittadine con oltre 10mila pazienti, familiari e caregiver- Sono davvero contento che abbiano aderito praticamente tutti: il Presidente dell’ISS Rocco Bellantone, il ministro della salute Schillaci, la senatrice Murelli, il ministro Mennini e Antonio Fortino di AGENAS. Ma soprattutt, oltre a noi, ci sono l’associazione italiana Parkinson e quella dei Giovani Parkinsoniani, cioè chi ha sostenuto il tavolo di lavoro avviato l’anno scorso dall’ISS per enucleare le vere necessità clinico-assistenziali, sociali ed economiche dei pazienti, dei loro familiari e caregivers così da programmare gli interventi assistenziali e la formazione degli operatori, facendo attenzione a riabilitazione, domiciliarità e tele-servizi per creare uno strumento operativo concreto da

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