
L’azzurro ha raccontato la sua memorabile maratona: “Alla fine cercavo lo sguardo della mia ragazza”
Il Day After di Yeman Crippa dopo l’exploit di domenica è decisamente intenso. L’azzurro, secondo al traguardo di Central Park dopo una maratona corsa con intelligenza tattica e personalità, si gode la città, facendo spola tra un evento di On, il suo sponsor tecnico, e un incontro informale al Consolato Italiano su Park Avenue.
la maratona—
“Le sensazioni alla vigilia erano buone – racconta Crippa – sono venuto a New York otto giorni prima della gara per smaltire il fuso e per preparare al meglio questa maratona. Mi sono anche allenato sugli ultimi sette chilometri del percorso, sono dettagli che alla fine hanno fatto la differenza. Sapevo di avere la possibilità di fare bene, stiamo parlando naturalmente di una maratona difficile e complicata, ma sentivo di poter puntare al podio”. Sensazioni positive che aveva anche il leggendario Gelindo Bordin il quale, proprio dalla stessa sala del Consolato, venerdì, durante un incontro con la comunità italiana, ci aveva visto giusto. “Attenzione a Crippa, per me può fare un risultato straordinario” aveva detto l’oro olimpico a Seul nel 1988. Tra sorrisi, aneddoti, e le domande del console




