
Il ct degli scandinavi, che era in campo nel 1994 quando la Seleçao perse 2-1, nel 2001 ha avuto un infarto e il suo cuore si è fermato per 7 minuti. “Mia madre stava già organizzando il funerale…”
Staale Solbakken è un sopravvissuto. Nel senso più letterale del termine. Il ct norvegese, che ha riportato la nazionale al Mondiale dopo 28 anni e che domani affronterà il Brasile per uno storico posto nelle prime 8 del torneo, il 13 marzo del 2001 è stato colpito da un infarto, e il suo cuore si è fermato per 7 lunghissimi minuti.
L’ARRESTO CARDIACO—
Nel 2001 Solbakken aveva 33 anni e stava chiudendo una buona carriera, era stato con la Norvegia al Mondiale del ’98 e all’Europeo del 2000, giocando nel Copenaghen. Il suo cuore si fermò durante un allenamento, senza preavviso: due giorni prima Solbakken aveva giocato in campionato, in generale non aveva mai avuto sentori di possibili problemi cardiaci. In quei 7 minuti il giocatore era clinicamente morto e fu salvato solo dalla competenza, dalla tempestività e dall’efficienza del medico della squadra, il dottor Frank Odgaard. Il massaggio cardiaco, l’ambulanza, la corsa in ospedale con Solbakken incosciente per 26 ore.




