di Francesca Basso, corrispondente da Bruxelles
Il Commissario: «Non si torni agli acquisti dai russi. Oggi siamo in una posizione migliore per affrontare la crisi rispetto al 2022 quando l’Ue era fortemente dipendente da un unico Paese, la Russia»
«Va benissimo definirla una crisi energetica, a patto di riconoscere che non si tratta di una crisi legata alla sicurezza dell’approvvigionamento». Il commissario Ue all’Energia, il danese Dan Jørgensen, ha sottolineato — parlando a un gruppo di media europei, tra cui il Corriere — che «oggi siamo in una posizione migliore per affrontare la crisi rispetto al 2022 quando l’Ue era fortemente dipendente da un unico Paese, la Russia». Jørgensen ha anche premesso che la Commissione è «fortemente contraria ad alcune delle idee che sono state avanzate, secondo cui valutare ridurre i prezzi modificando in modo radicale la struttura del nostro sistema energetico e il meccanismo di formazione dei prezzi». Insomma, il sistema del prezzo marginale per l’elettricità non si tocca.
Il summit Ue troverà un punto di caduta sul modo per abbassare i prezzi dell’energia?
«Va premesso che erano alti già prima dello scoppio della guerra. Molte delle proposte presentate dal presidente von der Leyen sono già state




