di Leonard Berberi
L’operazione è avvenuta a fine gennaio. L’Easa chiede a compagnie e società del settore di fare attenzione. Il rischio che finiscano nel circuito delle parti di ricambio
Le autorità dell’aviazione civile di mezzo mondo cercano 625 pezzi di motori degli aerei destinati alla distruzione — perché non più utilizzabili e sicuri —, ma che sono stati rubati in un’operazione quasi da film e potrebbero finire sul mercato dei ricambi con false certificazioni. È stato portato via di tutto: componenti per il sistema di accensione e combustione, cuscinetti e supporti, alberi, compressori, turbine, ventole, valvole.
L’elenco
A leggere l’elenco si tratta di parti in particolare per i motori Cfm-56 e Pw-1100 che sono principalmente installati sugli Airbus A320 e i Boeing 737, cioè i due modelli di jet oggi più utilizzati. Ma nella lista si trovano anche componenti necessari ai Tupolev e che quindi potrebbero finire velocemente nel mercato nero in quei Paesi che ancora usano velivoli di fabbricazione sovietica come Cuba, la Corea del Nord e la stessa Russia.
Un periodo complicato
Mentre è ancora alle prese con i «postumi» della truffa sui pezzi di ricambio dei motori e con i problemi che




