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Il “caro Bibi” e l’iperrealtà va alla guerra

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Il 12 aprile si vota in Ungheria per le elezioni politiche, in ballo c’è il destino di Viktor Orban

Goffredo Buccini / CorriereTv

Ormai ci siamo, manca veramente poco. Il dodici di aprile si vota in Ungheria per le elezioni politiche. In ballo c’è il destino di Viktor Orban, il primo ministro che governa il Paese ininterrottamente dal 2010 e che ne ha cambiato i connotati trasformandolo in una democrazia illiberale, in una autocrazia competitiva. Per la prima volta Orban non sembra così sicuro di vincere perché è molto sotto nei sondaggi.

Il suo partito Fidesz, rispetto all’oppositore Peter Magyar e al partito dell’opposizione che gli sta sopra a seconda dei sondaggi di cinque punti,  dieci, quindici, molto perché le cose non vanno naturalmente bene in quello che è il Paese più corrotto nell’Unione europea. Orban lo ha trasformato in una grande cleptocrazia. A ciò si aggiunge naturalmente la crisi economica che ha impoverito gli ungheresi e che ha aumentato la frustrazione della popolazione.
E Peter Magyar ha saputo sfruttare questa situazione, assumendo peraltro una posizione decisamente più europeista, meno conflittuale con le democrazie liberali. 

Tutto questo fa sì che Orban sia sempre più il candidato degli autocrati e degli aspiranti autografi del

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