di Alessandra Puato
L’analisi di Ferruccio de Bortoli sul dollaro e le strategie per investire sull’oro, tra rally e scivolate
È un bene o un male, per l’Europa, se il dollaro si svaluta? Dipende. È un bene per chi importa, per esempio, un danno per chi esporta. L’importante è evitare di rallegrarsi collegando al crollo la sconfitta della politica di Donald Trump, perché i mercati sono interconnessi e nessun giudizio a senso unico funziona. Lo sottolinea Ferruccio de Bortoli che analizza opportunità e rischi sull’Economia del Corriere della Sera, in edicola domani con il quotidiano.
Martedì 27 gennaio la valuta americana è scesa ai minimi da quattro anni e l’euro è salito ai massimi. In parallelo, è esploso il prezzo dell’oro, guidato dall’incertezza e dagli acquisti delle banche centrali.
«Bisognerebbe chiarire che il dollaro è è la moneta degli Stati Uniti, non di Donald Trump — scrive de Bortoli —. La sua svalutazione non è una sconfitta politica della Casa Bianca, né una vittoria europea. Un euro troppo forte penalizza le nostre esportazioni, quindi è un dazio implicito. Un dollaro più debole può favorirci dal lato delle importazioni, visto che è la valuta con cui si comprano




