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Il brunch non è una moda, ma un asset che fa crescere l’hotel

Nato come momento di incontro e convivialità nell’Inghilterra dell’Ottocento, il brunch è oggi una delle formule più interessanti per gli hotel che vogliono ampliare l’offerta F&B e differenziare la propria proposta. In Italia la sua diffusione è relativamente recente, ma negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più strategico, soprattutto nelle città d’arte e nei grandi centri urbani. Secondo Manuel Windegger, esperto di accoglienza e marketing della ristorazione, il brunch non è semplicemente una “colazione allungata”, ma un servizio che, se progettato correttamente, permette di ottimizzare costi, valorizzare il magazzino, attrarre clientela esterna e rafforzare il posizionamento dell’hotel.

Le origini del brunch e il suo arrivo negli hotel italiani

Il brunch affonda le sue radici nella cultura anglosassone ed è stato concepito come momento di socialità nei weekend e nei giorni festivi. «Nasce come formula di condivisione, pensata per la tarda mattinata della domenica», spiega Windegger. In Italia arriva a metà degli anni Novanta, soprattutto grazie alle catene alberghiere internazionali e agli hotel a gestione straniera, inizialmente nelle grandi città come Milano, Roma e Venezia, per poi essere adattato alla cultura gastronomica italiana.

Il brunch affonda le sue radici nella cultura anglosassone Il brunch affonda le sue radici nella cultura anglosassone

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