
L’impattodelle fabbriche di farina di pesce che serve per i mangimi di spigole e orate d’allevamento in Turchia, Grecia, Italia, Spagna. I risultati del progetto «Liminal Lab»
Partire, abbandonare i propri villaggi, imbarcarsi via mare verso l’Europa, perché di colpo vengono a mancare le proprie fonti di sussistenza. Questa è la storia che i ricercatori del progetto «Liminal Lab», legato all’Università di Bologna, hanno incontrato più di frequente, in una lunga serie di interviste e indagini svolte nell’arco di tre anni in Gambia, Africa Occidentale, per valutare l’impatto ambientale e sociale delle fabbriche di farina di pesce che si stanno moltiplicando in tutta la regione.
«Quel che mi ha colpito è che negli ultimi anni, dall’apertura di queste fabbriche di farina di pesce, non parliamo più di gambiani che si spostano altrove per imbarcarsi su delle navi dirette alle isole Canarie o in Europa, ma sono le stesse imbarcazioni da pesca nei villaggi dove si trovano le fabbriche che vengono utilizzate come mezzo per partire», ci racconta Jack Isles, uno dei responsabili della ricerca «Emptying the Sea». Isles ha viaggiato nel Paese africano con i suoi colleghi più volte negli ultimi anni, svolgendo una lunga serie




