di Danilo Di Diodoro
I risultati di un’analisi dimostrano che se il paziente ha la possibilità di osservare un’azione prima di eseguirla riesce a potenziare il recupero motorio
Pubblicato sulla rivista Stroke uno studio che riporta un’importante applicazione clinica dei neuroni specchio, quei fenomenali neuroni motori che si attivano sia quando si compie un’azione sia quando ci si limita a osservarla. Lo studio è stato realizzato su persone colpite da ictus e ha dimostrato che se il paziente ha la possibilità di osservare un’azione prima di eseguirla riesce a potenziare il recupero motorio della mano che era stata colpita. Per poter rendere maggiormente visibili i movimenti dei soggetti studiati, i ricercatori hanno fatto ricorso a un ambiente di realtà virtuale, che amplifica e rende visibili anche i movimenti più piccoli del paziente. L’insieme di attivazione dei neuroni specchio attraverso l’osservazione del movimento e di realtà virtuale produce quindi un recupero motorio maggiore rispetto ai tradizionali esercizi riabilitativi o al solo impiego della realtà virtuale.
Lo studio
Lo studio è stato realizzato presso il Centro Cardinal Ferrari KOS di Parma, l’Istituto Clinico Quarenghi e l’Unità Operativa di Neuroradiologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, in collaborazione con l’Università di Parma. Inclusi




