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I tanti dubbi sulla tregua (e un sondaggio illuminante)

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Una tregua non è la pace. Tant’è, i combattimenti continuano nel Golfo, da ambo le parti: Israele in Libano contro gli Hezbollah, l’Iran nel Golfo contro un alleato degli Stati Uniti, l’Arabia Saudita. Elenco i principali nodi irrisolti, e concludo con un sondaggio che ricostruisce il retroterra della decisione di Trump di non «cancellare una civiltà».

HORMUZ Riaprire questo Stretto cosa significa? Anzitutto, va ricordato che non è mai stato chiuso, oltre duecento navi lo hanno attraversato dall’inizio della guerra. La chiusura era solo parziale, e soprattutto virtuale: come effetto delle minacce di Teheran. Tipico esempio di guerra asimmetrica, l’Iran non aveva bisogno di dimostrare una reale capacità militare di bloccare i transiti, bastava il rischio di un drone o di una mina per far schizzare alle stelle le tariffe assicurative e quindi per far retrocedere gran parte degli armatori. Ma se la riapertura dello Stretto avviene a discrezione dell’Iran, o dietro pagamento di un pedaggio, è una sconfitta per Trump. Devono esserci garanzie su un pieno ripristino della libertà di navigazione.

URANIO Che fine farà quell’uranio arricchito che rimane in Iran, ancorché forse sepolto sotto tonnellate di macerie e detriti dopo i bombardamenti congiunti di Usa e

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