
di Davide Frattini
Bersagliato a Qom il palazzo degli «Esperti» riuniti per scegliere il successore di Khamenei: poche ore dopo sarebbe stato nominato suo figlio. Gli Emirati valutano l’ingresso nel conflitto e Trump si scaglia contro la Spagna
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME – I voti resteranno segreti. L’urna con il nome indicato dagli ottantotto Esperti è rimasta sotto le macerie, forse anche i funzionari che stavano contando le schede, scampati al bombardamento i mujahid che si erano riuniti per eleggere la nuova Guida suprema, il successore di Ali Khamenei, eliminato da un bombardamento israeliano nelle prime ore della guerra. Sono stati i piloti israeliani a distruggere il palazzo dell’Assemblea nella città sacra di Qom. I saggi avrebbero effettuato la votazione successiva via Internet e — secondo il sito Iran International — avrebbero scelto Mojtaba, 56 anni, figlio di Khamenei: è rimasto ferito nell’attacco che ha ucciso il padre.
Sembra difficile per il regime riempire quel «vuoto di potere» di cui si lamenta perfino Donald Trump: «La maggior parte delle persone che avevamo in mente per rimpiazzare i vertici sono state uccise». Resta convinto di poter trovare qualcuno, preferirebbe «dall’interno», quindi esclude Reza Pahlavi, il figlio in esilio dell’ultimo



