di Federico Fubini
L’effetto a cascata della sentenza della Corte suprema di Washington, che ha azzerato l’architettura giuridica di gran parte dei dazi di Trump, non è un ammorbidirsi dei rapporti. È l’opposto, perché gli Usa inaspriscono i termini commerciali e obbligano l’Europa a reagire
Almeno per un week-end Stati Uniti e Unione europea ripiombano di fatto nella loro guerra commerciale, dov’erano in aprile all’indomani dei primi annunci sulle «tariffe reciproche». Gli accordi conclusi da Ursula von der Leyen e Donald Trump — salvo sorprese, sempre possibili con il presidente americano — oggi nella sostanza non valgono più. L’effetto a cascata della sentenza della Corte suprema di Washington, che ha azzerato l’architettura giuridica di gran parte dei dazi di Trump, non è dunque un ammorbidirsi dei rapporti. È l’opposto, perché gli Stati Uniti inaspriscono i termini commerciali e obbligano l’Europa a reagire.
Il diavolo nei dettagli
Jamieson Greer, il rappresentante al Commercio, ha dichiarato a poche ore dalla sentenza della Corte suprema che l’amministrazione americana si aspetta che gli altri Paesi «onorino gli accordi». Greer si riferisce alle intese che negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno concluso (o annunciato) con 38 fra governi e blocchi di




