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I Fiat Ducato più pazzi: dal porta Panda a quello a due teste

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Dai tecnici al Pontefice, dai meccanici di motociclismo ai cuochi di street food: se c’è un veicolo che, nella sua storia, ha dimostrato di essere adattabile a tutti gli usi e flessibile per tutte le circostanze è il Fiat Ducato. Nato 45 anni fa nello stabilimento abruzzese di Atessa della Sevel, la joint venture tra il gruppo Fiat e Psa nata allo scopo di ottimizzare gli investimenti e lo sviluppo di veicoli commerciali, il Ducato, prodotto poi anche con vari marchi e una grande varietà di motorizzazioni, è andato molto oltre il suo ruolo di mezzo di trasporto per merci e persone, proponendosi come una piattaforma modulare sulla quale gli allestitori internazionali hanno realizzato le soluzioni più disparate. Il veicolo originale, del resto, fin dalla nascita si è ben prestato a questo tipo di trasformazioni grazie alla sua architettura basata sulla collocazione anteriore trasversale del motore (e non, come di consueto, longitudinale) e sulla trazione sempre anteriore, che permetteva di fare a meno dell’albero di trasmissione e del differenziale posteriore, liberando spazio per il piano di carico. Un pianale così, privo di ingombri strutturali condizionanti, ha dato facoltà agli allestitori di intervenire con più libertà, realizzando soluzioni adatte a qualsiasi

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