
Alle radici dell’esonero di Firenze: Grosso nutriva dubbi sulla difesa tanto da essere tentato di passare a tre, voleva un mediano e delle ali per il 4-3-3 e invece…
Da una parte più di cento milioni spesi sul mercato, dall’altra tutti i dubbi di un tecnico che in quella rosa avrebbe visto difficoltà, lacune e di conseguenza l’impossibilità di allenarla e di considerarla competitiva in Serie A. I motivi della burrascosa rottura fra la Fiorentina e Fabio Grosso si moltiplicano, mentre i legali del club sono al lavoro per capire se ci siano gli estremi per inadempienze di obblighi contrattuali e di regole interne da parte dell’allenatore che è stato esonerato domenica scorsa, al termine di una giornata densa di discussioni e conflitti. Il club ha ancora intenzione di andare avanti con l’azione disciplinare e contrattuale, ma per fare le proprie mosse vuole aspettare almeno la partita di questa sera a Venezia perché c’è ancora da conquistare il primo punto in classifica e l’attenzione va al campo.
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Dalla difesa all’attacco passando per il centrocampo: la costruzione della squadra, benché sempre condivisa fra dirigenza e panchina, non rispecchiava quel Sassuolo che Grosso aveva in mente di replicare a Firenze.




