I dazi di Trump sull’auto europea: Volvo, Volkswagen e Stellantis tra i più colpiti

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato i dazi del 25% sull’auto annunciati nelle scorse settimane. Le nuove tariffe entrano in vigore oggi, mentre le tasse su motori e componentistica dovrebbero attivarsi il prossimo 3 maggio. Gli Stati Uniti hanno importato prodotti automobilistici per un valore di 474 miliardi di dollari nel 2024, tra cui auto per 220 miliardi di dollari.

I marchi che soffrono di più

Ma chi sono i brand che potrebbero soffrire maggiormente le nuove tasse? Il ragionamento è presto fatto guardando alla quantità in percentuale di auto vendute negli Stati Uniti che sono importate da ciascun gruppo automobilistico europeo. Il più penalizzato è Jaguar Land Rover: il costruttore inglese (di proprietà degli indiani di Tata) ha il 100% di modelli a listino in Usa che è importato. Il colosso è seguito da Volkswagen (80% di auto vendute negli Stati Uniti d’importazione), Volvo, Mercedes-Benz (63%), Bmw (52%) e Stellantis (45%). Chi ha stabilimenti negli Usa potrebbe riorganizzare la produzione dei modelli più venduti localmente.

Ferrari ha già alzato i prezzi

Alcuni sono già corsi ai ripari come Ferrari che ha subito alzato del 10% i prezzi dei suoi modelli a listino in Usa, mentre le stime raccontano che l’applicazione dei dazi del 25% al valore stimato dei veicoli importati rappresenterebbe un costo aggiuntivo di 3-3,5 miliardi di dollari per i produttori tedeschi di autoveicoli di alta gamma, pari a circa il 2% dei ricavi del gruppo Bmw, a circa l’1% per il gruppo Volkswagen e al 10% per Porsche. Per dare un’idea dei numeri il gruppo Volkswagen ha esportato in Usa oltre 430 mila veicoli l’anno scorso, mentre il Regno Unito circa 90 mila. Inoltre, i nuovi dazi faranno aumentare il prezzo unitario delle importazioni di circa 60 miliardi di dollari, 7.600 dollari per unità importata o 3.800 dollari se distribuito su tutti i veicoli venduti negli Stati Uniti. È probabile, quindi, che i prezzi saliranno e che le tariffe vengano ribaltate sui listini: a pagarne le conseguenze saranno, come sempre, i consumatori.

3 aprile 2025 (modifica il 3 aprile 2025 | 09:25)

3 aprile 2025 (modifica il 3 aprile 2025 | 09:25)