di Claudia Voltattorni
Nel 2025 13.500 ricorsi all’Arbitro finanziario, che ha dato ragione ai clienti nel 56% dei casi. Attacchi fraudolenti a conti correnti, carte di pagamento, assegni, bonifici
Phishing, vishing, smishing, spoofing. Nel 2025 i truffatori che hanno attentato a conti correnti, carte di credito, bonifici e credenziali bancarie si sono sempre più specializzati e i contenziosi per attacchi fraudolenti sono cresciuti del 21% e ormai rappresentano il 37% di quelli gestiti dall’Arbitro bancario e finanziario (Abf). I truffatori sono riusciti a catturare via mail credenziali di accesso ai servizi bancari online (phishing) o tramite telefonate (vishing) o sms (smishing) fino a fingersi impiegati di banca per ottenere gli accessi (spoofing). I clienti truffati hanno chiesto un rimborso ai propri istituti di credito e non ottenendolo hanno deciso di rivolgersi all’Arbitro.
Un fenomeno in crescita che l’Abf, organismo nato sotto l’egida della Banca d’Italia e giunto al 16mo anno di attività, registra nella Relazione annuale sull’attività svolta nel 2025, anno nel quale i ricorsi totali degli utenti all’Arbitro sono stati 13.518, in calo del 3% rispetto al 2024 ma in aumento quelli legati agli attacchi fraudolenti di conti, carte, assegni, bonifici, sebbene, «restino molto contenuti rispetto




