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I chatbot sono entrati in fabbrica: la rivoluzione dell’Ai è industriale

di Daniele Manca e Gianmario Verona

Dai 100 miliardi di Bezos ai grandi fondi: l’Ai è già entra nella produzione industriale. Se l’Europa può guidare la corsa, l’Italia può trovare spazio sfruttando la forza delle pmi

Jeff Bezos è in trattative per raccogliere 100 miliardi di dollari in un nuovo fondo che, nelle sue intenzioni, dovranno essere utilizzati per acquisire aziende manifatturiere. Lo scopo è di accompagnarle nell’integrazione dell’intelligenza artificiale per renderle più competitive e produttive.
Qualcosa del genere starebbe facendo anche la Soft Bank che con il suo Vision Fund conterebbe già su un patrimonio di 100 miliardi di dollari. Un’analoga iniziativa avrebbe preso l’ex numero uno di Uber, Travis Kalanick, che ha lanciato un’iniziativa, Atoms, esattamente con lo scopo di trasformare le aziende manifatturiere con l’intelligenza artificiale. Sta accadendo qualcosa di nuovo nel mondo dell’Ai.
Dovremmo imparare ad abbandonare il frame interpretativo che ci spinge a ragionare solo e sempre in termini di ritardo, per esempio dell’Europa, in relazione alla tecnologia. Soprattutto quando si parla di Intelligenza artificiale (Ai). 

Il bisogno di acceleare

Abbagliati dall’avvento dei Large language models, quelli che ci permettono di dialogare con l’Ai, non rileviamo il deciso cambio di passo apportato dalla

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