
di Luigi Ippolito
Il summit a Londra, martedì riunione militare. Il leader francese: Trump non è serio, erode la Nato
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – Già martedì prossimo si terrà nella capitale britannica una riunione di pianificazione militare con l’obiettivo di riaprire lo Stretto di Hormuz: vi parteciperanno alti ufficiali di numerosi Paesi del mondo, che prenderanno in considerazione come «indirizzare le nostre capacità collettive militari di difesa». Sul tavolo sono stati messi piani per ripulire le acque del Golfo dalle mine piazzate dagli iraniani e liberare le navi intrappolate: ci sono almeno duemila vascelli e 20 mila marinai bloccati attorno a Hormuz.
Lo Stretto è di fatto chiuso al traffico marittimo dall’inizio dell’attacco israelo-americano contro il regime di Teheran: da lì passa circa il 20% delle forniture mondiali di gas e petrolio e le conseguenze sull’economia globale si fanno di giorno in giorno più pesanti.
Ma il presidente americano Donald Trump ha ingiunto agli altri Paesi di «andarsi a prendere il loro petrolio», facendo capire che gli Stati Uniti non considerano una priorità la riapertura dello Stretto. Una ripicca seguita al rifiuto degli europei di impegnarsi subito in una missione militare nel Golfo. Da qui




