
La risoluzione presentata dal Bahrain a nome di tutti i paesi arabi per chiedere il ripristino della libertà di navigazione
Forse non bisogna giudicare una tregua dalle prime ore, sta di fatto che ci sono dei dubbi sulla solidità di questa tregua se si osserva quel che accade in Libano, dove continuano gli attacchi israeliani, oppure in Arabia Saudita, dove un oleodotto importante, il tracciato East West, è stato attaccato dagli iraniani. Ma rimangono altri dubbi su questa tregua, tra cui Hormuz, prima di tutto. Ripristinare il transito delle navi, soprattutto petroliere e gasiere, lungo il tratto di navigazione e lo stretto di Hormuz che cosa significa esattamente? Nella versione iraniana sono loro a gestire d’ora in avanti lo stretto di Hormuz come se fosse il canale di Suez e a prelevare un pedaggio. Questo è inaccettabile per tutto il resto del mondo.
Tra l’altro ieri c’era stata qui a New York, alle Nazioni Unite, una risoluzione presentata dal Bahrain a nome di tutti i paesi arabi per chiedere il ripristino della libertà di navigazione attraverso Hormuz e e anche autorizzare, legittimare l’uso della forza militare per riaprire Hormuz. L‘esito di quella risoluzione va rievocato oggi, che




