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Hormuz bloccato, Suez a rischio: così la guerra paralizza le rotte commerciali e fa aumentare i costi

di Valentina Iorio

Per una petroliera di grandi dimensioni il costo dell’assicurazione per un viaggio è passato da 250 mila dollari a un milione

Il traffico marittimo, da cui dipende circa l’80% del commercio mondiale, è messo a dura prova dalla guerra in Medio Oriente. Il blocco dello Stretto di Hormuz, che ormai va avanti da settimane,  ha innescato tensioni sui prezzi del petrolio e del gas e su altre materie prime fondamentali. Ma Hormuz non è l’unico collo di bottiglia. A seguito dell’escalation in Medio Oriente, infatti, diverse compagnie di navigazione hanno annunciato la sospensione dei transiti attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb e il Canale di Suez.

Crollo dei transiti ad Hormuz

I transiti giornalieri attraverso Hormuz sono crollati, passando da una media di 129 navi a febbraio a sole quattro navi il 9 marzo. In un’intervista al Financial Times, Arsenio Antonio Dominguez Velasco, segretario generale dell’Organizzazione marittima internazionale, ha spiegato che non basta scortare le navi per garantire la ripresa dei passaggi, perché il rischio rimane comunque elevato. «La situazione è preoccupante, soprattutto perché le navi non sono in grado di operare liberamente nello Stretto di Hormuz o nella regione del Golfo. Anche l’accesso ai porti

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